Essere hair stylist ha i suoi vantaggi: lavorare per gente sempre diversa, conoscere nuove realtà locali e nazionali, avere la possibilità di conoscere realtà e settori differenti da quelli prettamente estetici, per esempio persone e gruppi che operano nel mondo dello spettacolo. Come quella volta in cui il nostro Arturo ha curato il trucco, le acconciature e alcuni elementi di scena (le parrucche) de “La Ptaj du Varvir” (La Bottega del Barbiere), commedia teatrale in vernacolo materano della compagnia Cap 75100, ambientata nella Matera degli anni ‘50. Dovete sapere che in quel periodo, nella città dei Sassi, era molto diffuso il lavoro di barbiere, tanto che si contavano oltre 70 artigiani di barba e capelli in botteghe considerate come centri di aggregazione sociale e di discussione. È proprio in una di queste botteghe che viene ambientata la commedia, un intreccio di comicità, storia e costume di tempi e valori ormai andati.

Nella foto, il ringraziamento degli attori al nostro Arturo, presente sul palco

Nella foto, il ringraziamento degli attori al nostro Arturo, presente sul palco

L’introduzione ci sembrava doverosa, soprattutto per chi non vive a Matera, anche per spiegare quanto importante fosse la bottega del barbiere negli anni in cui la commedia è ambientata. A tal proposito, ci sembra doveroso lasciare la parola ad Arturo, che non solo ci illustrerà il lavoro svolto ma svelerà qualcosa di cui neanche noi, suoi stretti collaboratori, eravamo a conoscenza.

“Ciao a tutti. Il lavoro svolto qualche tempo fa per la commedia della compagnia CAP 75100 di Matera è stato importante perché, fino a quel momento, le locali compagnie teatrali avevano recitato sempre curando molto l’aspetto degli abiti dell’epoca, ma poco alcuni elementi quali acconciature e trucco. Per questo motivo ho sentito una grossa responsabilità e curato tutto nei minimi dettagli.

Grande soddisfazione l’ho ricevuta dal lavoro di trucco e hair styling d’epoca effettuato sul protagonista, riuscendo a trasformarlo nel personaggio immaginato dallo sceneggiatore.

Altro motivo di orgoglio è stato vedere alcuni vecchi attrezzi da barbiere, che colleziono da anni, essere utilizzati come elementi della scenografia: non tutti sanno, infatti, che possiedo oltre 100 pezzi di antiche attrezzature da barbiere, i più datati risalenti alla fine del XIX secol. Alcuni di questi li ho addirittura utilizzati per le parrucche confezionate per gli attori: se avessi utilizzato attrezzi moderni, infatti, non avrei ottenuto l’effetto desiderato, possibile solo con strumenti dell’epoca.

Desidero ringraziare ancora una volta la compagnia CAP 75100, per avermi dato la possibilità di lavorare a una commedia che mi ha coinvolto anche dal punto di vista emotivo, visto che viene rappresentata la storia di un personaggio, il barbiere, che sento particolarmente affine.”

Per descrivere meglio il lavoro svolto da Arturo, date un’occhiata alle foto qui sotto:

Noi vi salutiamo augurandovi buone feste e un repentino arrivederci al 2014 🙂